La libertà di essere Nessuno, di dire bene e pace di tutti, e male di qualsiasi cosa. Aperto a chiunque, su qualsiasi riflessione. Insomma, il vuoto di un giullare.

Categoria: pareri non richiesti

  • Character.ai e il nuovo modo di vivere il personaggio

    Character.ai e il nuovo modo di vivere il personaggio

    Character.ai è un’app intuitiva, velocissima, piuttosto graziosa nella veste grafica che ricorda tanto Wattpad quanto un Twitter per adolescenti che vogliono (e giustamente pretendono) di essere presi sul serio. Offre un catalogo smisurato di personaggi reali o immaginari, pronti a interagire con l’utenza su qualsiasi argomento. Non solo, sfogliandola, ho trovato personaggi inventati ad hoc…

  • Songs of Innocence and of Experience

    Songs of Innocence and of Experience

    Insomma, mi prende la smania di tirare giù una lista delle mie canzoni dell’innocenza e dell’esperienza, quei pezzi che si sono fossilizzati nel corso della mia adolescenza, senza invecchiare mai, senza che io mai me ne stancassi. Ma che poi sono diventati vintage a loro modo, o almeno vintage nella mia percezione esistenziale. E quindi…

  • Perché leggere oggi “L’Educazione Sentimentale”

    Perché leggere oggi “L’Educazione Sentimentale”

    «L’Éducation sentimentale» affronta la più tragica delle verità, quella che si vorrebbe portare nelle scuole sotto la maschera ipocrita di conferenze e striscioni: la virilità ha il diritto e il dovere di sprofondare nella debolezza. E non è la sede, né sarebbe necessario, vagliare al torchio ogni sfaccettatura storica della fabula, per comprendere il ruolo…

  • Mandiamo gli scrittori a combattere

    Mandiamo gli scrittori a combattere

    Prendiamoli, questi paladini del ragionamento sul Male del mondo, sulla Storia, sulla Violenza e armiamoli di tutto punto. Ci costerà poco. Hanno già lo scudo della saggezza, l’elmo della bibliografia, la lancia della preveggenza. Loro sapevano, loro hanno sempre saputo. Sanno vedere più in là dei nostri nasi. Ci è piaciuto abbastanza definirli «fini pensatori»,…

  • Non abbiamo più bisogno di personaggi

    Non abbiamo più bisogno di personaggi

    Pare che da un po’ di tempo a questa parte stia prendendo piede una sorta di crociata mercenaria contro quelle che vengono definite le strutture portanti del romanzo. Pare ci sia una voglia irresistibile, a tratti languida, di convincere il pubblico che di personaggi e di finzioni non abbiamo più bisogno. Poche cose mi consolano…

  • “Agatha et les lectures illimitées” – Metamorfosi di una fenomenologia del sentimento

    “Agatha et les lectures illimitées” – Metamorfosi di una fenomenologia del sentimento

    Metamorfosi di una fenomenologia della sconfitta, “Agatha et les lectures illimitées” lascia che il processo del desiderio, le sue incrinature cognitive e le sue ripercussioni non dette, fioriscano in un piano artistico tout court.

  • C’era una volta… la voglia di comunicare.

    C’era una volta… la voglia di comunicare.

    Perché farlo, e la sottile differenza che passa tra la sicurezza di conservare se stessi e la voglia di comunicare. C’era una poesia di Pasolini, che recitava, e ci provo a memoria, più o meno così: toglimi tutto, fuorché la capacità di farmi capire.

  • Manifesto

    Manifesto

    Uccidi gli anni ‘50, Sorrentino, l’intimismo e il culto della vergogna. Avanti, sappiamo tutti che è più facile esaltare il sacrificio delle generazioni passate, piuttosto che richiamare il coraggio dal presente.

  • La nostra generazione e i suoi problemi

    La nostra generazione e i suoi problemi

    Dovrei iniziare questo pezzo con dati alla mano, tabelle e statistiche che diano credito alle mie considerazioni. Non lo farò, non ho intenzione neppure di cercare. Mi basta quello che vedo quando mi rintano nella pace dei miei amici, quando tutti ci rintaniamo in quelle brevi pause che somigliano al ritrovo dei sopravvissuti. Ormai sedere…

  • Visione xx di “Eyes Wide Shut”

    Visione xx di “Eyes Wide Shut”

    Con regolarità, almeno una volta al mese, e di norma verso l’inizio di una stagione, sento il dovere di tornare al mio Kubrick. Tra la primavera e la catastrofe di questo periodo, ho ripreso «Eyes Wide Shut», che ha oscurato gran parte della mia adolescenza. Ora, si tratta di uno di quei film eternamente giovani,…