La polizia mi stava inseguendo. In quale stato? Non è il caso di rivelarlo. Evitiamo ulteriori macchie sulla mia già poco attendibile moralità. Per facilitare la comprensione del mio breve viaggio, diremo che la mia nascita è avvenuta qui, ieri; cosicché tutti possiate empatizzare quanto richiesto dall’umana pietà.
Ora, il motivo della mia fuga e della successiva latitanza, anche questa informazione preferisco nasconderla. Pochi criminali al mondo potranno vantarsi di aver concepito azioni diaboliche come le mie. Non sono innocente, lo dichiaro con il più sincero dei miei cuori. Ma giuro su quel poco che mi rimane che avevo intenzione di seguire il copione e di scomparire dal mondo civile secondo la prassi: sonnifero alle guardie, volo estemporaneo verso un altro paese, corsa in autostrada e conseguente incidente in cui avrei perso la vita per la gioia dell’opinione pubblica. Mi sarebbe piaciuta anche una sparatoria, un momento di azione, i giornalisti con il fiato sospeso, le telecamere puntate sul mio volto marcio e fiero.
Invece: una pubblicità. Mi viene l’idea. Prima di scappare, mi nasconderò. E poiché mi mancavano i fondi, e anche l’arsenale, per un’uscita di scena plateale, un attimo dopo aver abbandonato la prigione durante la pausa ricreativa, rubo la prima macchina che trovo, e ripeto tra me e me un motivetto:
Chaoland,
Cha-Cha-o!
Avventura e adrenalina,
Una buona dose di magia,
Cha-Cha-o!
Due notti,
La terza in regalo,
Venti attrazioni,
Per tutta la famiglia,
Mamma papà bambini:
Prenotazione entro
Non oltre la noia
Della pubertà;
Scelte senza glutine
Nei punti ristoro
Vegane, cento per
Cento senza peccato.
Spettacoli a tema,
Effetti speciali,
Lasceranno a bocca
Aperta la vostra vergona!
Ringraziamo lo sponsor
Ufficiale: Se io avessi…
Migliore produttore di paure.
*
La canzone, il jingle aveva
L’orecchiabilità dell’estate,
e mi rimase impresso il nome,
anche se io capii per primo
Ciao-land e mi fece parecchio ridere.
Era l’invito a un nuovo amusement park,
Di quelli grossi, di quelli americani.
Mica lo sapevo che si erano tanto impegnati
Nello scegliere il nome. Dal greco, sanscrito
E latino, io non lo so, con questi mondi
Ci ho solo giocato. Laggiù, nel tempo disperso,
In un vecchio dizionario, si legge:
«CHAINO, mi apro, mi spalanco, o CHAO, sono vuoto (ond’anche CHEIA, buca, tana, CHAUNOS, vano… e sembra condurre a una radice KA-GHA, con senso di essere o lasciar vuoto.»
Mi spiace non averci pensato io a questa allegra formula,
Dio mio come tutto ha senso nella leggenda,
Ci penso ancora nel traffico della morte,
Le ore di prima mattina, in direzione di Chaoland,
Ho provato a invitare qualche amico galeotto,
Ma ecco che è successo:
Quando ho detto Chaoland ho detto silenzio
Nessuno lo capisce. È un colpo di tosse,
Un attacco d’asma, un tic: ma io l’ho detto davvero
Non fatemi andare in solitudine. Perché?
Non so dov’è!
Ti vergoni.
No, no. Mai!
Come sempre parte un’azione che non nasce dalla voglia di vivere,
Ma dalla ricerca della guerra, un onore, una briciola epica,
Competizione contro il giudizio; prendi la spada,
Un po’ come uscire di casa, se no che esci a fare;
Ma questo non c’entra, ormai siamo arrivati.
*
Era prevedibile che i bambini
Ridessero di me, che ho il doppio,
Forse il triplo, non saprei,
Dei loro anni, e scendo dalla
Più cretina delle attrazioni
Con i piedi molli, neanche
Mi avessero catturato
I ghiacciai della dimenticanza;
Che sappiamo tutti dove
Ho rubato questa fantasia.
E quindi farei una pausa,
Mi metterei a leggere,
Su una panchina, che posa
Patetica, per darmi un tono,
Ma io voglio sognare! Quanto
È banale anche solo pensarlo,
Con in mano lo zucchero filato,
Mi chiedo come faccia
La sirena rinchiusa nella scatola,
La parrucca rosa che si perde
In smielati melodrammi di rossori,
Riverbera il richiamo dall’acqua al marciapiede,
Monete sparse: non si è mai capito
Cosa io volessi fare nella vita.
La sua storia.
La ragazza-sirena.
Avrà imparato a nuotare dove.
Perché. Con chi. Cosa ti porta
A fare questo mestiere.
Pagare le lezioni all’università,
Le pressioni del fidanzato.
La sirena farà sesso, è chiaro,
È un’attrice; e la coda elastica
La lascerà forse ai piedi del letto,
Gli ansimi e le ombre che la rivestono,
Gli affari altrui, credo sia questo,
O forse raccontare bene gli affari altrui,
O ancora di più, più in alto:
Inventare fatti altrui.
Una storia, delle storie.
Non ho mai fatto altro.
Bene o male, che importa.
Vorrei che loro vivano,
Gli uomini e le donne che ho inventato,
Che possano vivendo allietare
La noia e più ancora, il mostro maggiore.
Vedo a terra l’orma di un paio d’ali.
«Hanno aperto La Stanza del Drago!»
La solitudine.
Che i miei figli e le mie figlie,
Tutto quello che la mia brutta testa
Ha dato alla luce, voglio fare questo nella vita:
Evitare che vengano dimenticati e possano
Consolare gli sconfitti che sono il mondo intero.
Le donne, gli influencer, le pasticche, l’amore,
Le ipocrisie, le audaci illusioni;
D’altra parte, io non so se la ragazza
Si chiami Maria o Marina o Monica,
Ma quando parleranno di lei,
Ricorderanno le pinne e il fiore che sbolleggia.
Possa io morire, di malattia, di incidente,
Di un omicidio che mi lasci in plastiche pose,
Divinità vecchie e nuove, salvate le mie idee.
*
Vorrei rilassarmi.
Controllare sul telefono
Le notifiche dei curriculum
Vita, vitae, Recherche, quello che è;
«Scusami!» un uomo mascherato mi spunta davanti,
Nella folla, con il muso da gatto,
Dice: «ci risulta che sei in possesso
Di materiale proibito a Chaoland.»
Non capisco, rido, faccio una battuta.
Ho buttato il peggio e al meglio mi appiglio.
Lui si toglie la maschera. Serio.
«No, davvero. Ti preghiamo di uscire. Hai
Con te un carico illegale di
Inutilità
Inesperienza
Anonimato
Una carenza maniacale di:
Spendibilità
Conoscenze
Intraprendenza.»
Così non so perché
Afferro il bastone di una fata
Un bel bastone di legno
Decorato come un rampicante.
Colpisco l’animale sul viso
Ne arrivano altri.
A tutti spacco la testa
Ma più ne mando a terra
Più si affollano
È la guerra che meritiamo,
«Workshop
Master
Mille euro
Diecimila
Un corso innovativo
Criptoguro
Le pulizie è dignitoso
Jinn spocchioso
Tre euro all’ora, solo per oggi,
Tre euro all’ora!
Forse se parlassi con…
Magari un posto si troverebbe…
Una nuova legge ha ufficialmente riabilitato
La schiavitù, due più due uguale tre,
Dovevi pensarci prima…
I tuoi amici son già stati tutti arrestati,
Allora cammina, esci da qui.»
Ormai il sangue delle maschere
Mi ha inzuppato il cappotto,
Mi afferrano mi legano
Mi portano in una galleria
Gettano il mio corpo
Su una carrozza che vola,
Legata al soffitto da un gancio
Si attiva la dark ride.
– Roman Dalloway, da “Chaoland”


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