Le grandi menti parlano di idee. Le menti mediocri parlano di fatti. Le menti piccole parlano di persone.
(Eleanor Roosevelt)
Non conosco il contesto in cui sono state dette o scritte queste parole né voglio accanirmi sulla persona a cui sono attribuite perché non ne ho motivo. Piuttosto mi interessa il fatto che questa citazione ha avuto molta fortuna nei luoghi culturali dell’Italia patria delle belle lettere; in più, sono certo che la maggior parte degli artisti, degli scrittori, degli insegnanti e dei content creators la condividerebbero. Non la condividerebbero, certo, per rifiutare gli inciuci da donneperete affacciate al balcone ma per quella convinzione di essere esseri moralmente superiori chiusi in aurei e recintati -ismi.
In questo senso, infatti, sostengo che sia vero il contrario di quello che si legge. Tante possono essere le idee quanti gli atomi dell’universo e hanno senso solo quelle a cui si perviene in virtù di fatti e persone. Le menti mediocri dunque si fanno le seghe sulle idee e tempestano i nostri coglioni di vuote parole abiurando al senso, mentre credono di abiurare al significato, ritenuto démodé; le menti lucide guardano ai fatti come realtà in continua trasformazione, e ne parlano per trovare le proprie coordinate nel mondo; le menti superiori parlano di persone, le comprendono, fino ad amarle e odiarle.
“O Lisabetta, tu non mi fai altro che chiamare e della mia lunga dimora t’attristi, e me con le tue lagrime fieramente accusi; e per ciò sappi che io non posso più ritornarci, per ciò che l’ultimo dì che tu mi vedesti i tuoi fratelli m’uccisono.”
(Boccaccio)
“Deh, quando tu sarai tornato al mondo,
e riposato de la lunga via,
– seguitò ‘l terzo spirito al secondo, –
Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che ‘nnanellata pria
disposando m’avea con la sua gemma.”
(Dante)
– Marcellino


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