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A chi dono questo nuovo libretto
appena pensato in una nota dell’iPhone?
A te che dopo dieci anni mi hai unfollowato
e già un tempo apprezzavi la mia vanità
in cui ti specchiavi perché nient’altro avevi
che lavorare solo al mondo all’immensa fatica
di far schifo, dando a bere fosse per complessità
nascondendo invece la sola verità
di fare schifo senza se e senza ma.
Ora ti stupisce che io sia un mostro di livore
proprio non te lo aspettavi se mi dedicavi
Pioggia RMX feat Simona Barbieri
e ciò che cerchi spero ancora ti torturi.
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Da adolescente ribelle ad artista classe anni ‘90
il passo è un profilo IG pieno di arte incompresa
un temporale, una sedia, un dettaglio di giallo
e quel momento in cui si fa quel che si deve
archiviare tutte le foto – è così naturale
ascolti Frank Ocean, ti sei trasferito lontano.
Scandisci bene che nessuno si sconvolge:
quello è un uomo, e tra le gambe ha il cazzo.
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Questo è un altro verso
da cui voglio cominciare tutto
una sessomania dello sterminio
e vedere tutti morti e stesi
su pali che vanno per il culo
e ispirare al lettore deficiente
qualora, Dio non voglia, se ne salvi uno
tutto l’odio che si può verso la specie.
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Cos’è il sesso?
L’unico modo per disprezzare il prossimo.
Cos’è l’amore?
Uno dei tanti modi per disprezzare me stesso.
Nessun imperativo generale
parlo solo della mia vita
non ho fede più in nulla
neanche nel nulla.
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Marina Pizzi scrive da quarant’anni
la stessa identica parola
il pastranucolo di un tempo ossuto
più felice ora ma uguale a ora allora
e in questa lingua sempre uguale
ho trovato l’unica certezza del mio tempo
ricette del sottopiatto gerundi di venia
romitori di addio stempiate movenze
abbecedari del male volatili cenci
eccetera eccetera eccetera.
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Questo oggi resta di dio
[‘dio]
noiosi corsi di glottologia
nelle tombe universitarie
e a destra inventano ancora
fascismi senza lumi
e a sinistra si concedono
nazismi in brutto stile
di sigle per codici heideggeriani.
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Ogni giorno mi prenderei a coltellate
ogni giorno mi tufferei nel cemento armato
ogni giorno mi butterei sotto un treno
ogni giorno mi avvolgerei attorno a un cappio
ma ce la devo fare a sopravvivere
e questa è l’ultima poesia
e ogni giorno la ripeto come un mantra.
– Marcellino


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